//Poesia sull’Inutilità dell’attaccamento alle cose

Poesia sull’Inutilità dell’attaccamento alle cose

13,90 €

IL LIBRO
antologia a cura di Paola Zan

Paola Zan invita i poeti a riflettere sul tema dell’inutile abbondanza di oggetti nella quale è immersa la nostra vita: la risposta sono gli oltre 70 componimenti che restituiscono una molteplicità di visioni e emozioni.

Volentieri ci siamo avventurati sul terreno dell’Umano Attaccamento. Con la consapevolezza che lo avremmo trovato accidentato e molto insidioso. Un tema labirintico. Ma il desiderio di esplorarlo supera ogni timore.
Volevamo che la perizia insieme alla passione dei cultori di tutti i linguaggi si accendesse in questo frangente storico e sostenesse con motivazioni forti il dovere di contribuire alla comprensione dei nostri stessi affanni, per tentare di alleviarli. Perciò abbiamo avviato il motore di questa ricerca poetica e ci siamo disposti a percorrere i sentieri dell’anima illuminati dalle parole che, alla maniera dei bianchi sassolini, rilucono e segnano la strada. Seminiamo parole per non smarrirci, novelli Hänsel e Gretel nel bosco, persi, inizialmente sconsolati, eppure decisi e compatti nel raccogliere tutte le forze per affrontare l’esperienza estrema del buio dell’abbandono disorientante: a chi non è mai capitato? Eh, sì…
Anche questa è un’esperienza formativa.
Nella poesia, come nelle fiabe, scorrono paura e coraggio, turbamento e speranza, passando per l’allontanamento e il tranello. La poesia diventa formula magica col potere di approntare sortilegi e portenti. Sequenze inedite la rendono unica, lancinante epifanica etica, (epica?), terapeutica, illuminante. Anche la poesia affronta Streghe Malvagie e Matrigne Invidiose.

 

AUTRICI E  AUTORI

Luca Ariano, Claudia Azzola, Rossana Oriele Bacchella, Alessandro Baldanzi, Manuel Battilani, Giorgio Bellavia, Pietro Brogi, Federica Canepa, Maddalena Capalbi, Maddalena Carbone, Alessio Ares Cazziolato, Pasqualina Deriu, Sabrina De Canio, Vincenzo De Cunzolo, Giovanni De Palma, Paolo di Palma, Pina di Palma, Fabio Massimo Faggi, Carolina Falbo, Roberto Fassina, Alberto Figliolia, Mariagrazia Francot, Angelo Gaccione, Enzo Gaia, Antonio Gentile, David La Mantia, Paolo Luporini, Roberto Marzano, Carlo Occhini, Emanuela Parodi, Angela Passarello, Perego, Daniela Piegai, Maria Pia Quintavalla, Domenico Raco, Margherita Romano, Anna Segre, Daniela Soncina, Roberta Tantillo, Tecla Terazzi, Tito Truglia, Titta Vanelli, Ada Eva Verbena e Paola Z..

Descrizione

da Vita colma. Il piacere e il dovere della poesia, prefazione di Paola Zan 

[…]

Attenti come siamo alle parole dei poeti, ché son sacre, in questa occasione ci siamo scoperti doppiamente preoccupati. Quali motivazioni vanno a supporto di una trattazione sull’inutilità? Sarà questa, poesia di vera profonda ricognizione o velleitaria?

S’aprono scenari inediti. E anche quando sono apparentemente prevedibili, lanciano scintille nuove. Rivelano frazioni dell’anima che parevano scorie ma, opportunamente ripulite e tagliate, come le pietre, brillano.

Scopriamo un curioso distillato surreale, più che lievemente dissonante, perciò originale, totalmente inedito, e coltiviamo l’idea che proprio quello, così conformato, mancasse al novero, alla serie delle poesie già pervenute, tutte poi presentate semplicemente nell’ordine alfabetico dei nomi degli autori corrispondenti. Una delizia studiarne le peculiarità. Evocano immagini e oggetti simbolici, che stanno in bilico tra avere e essere, quando avere significa anche essere e l’essere implica l’avere. Non c’è necessariamente contrasto, non una dicotomia, nemmeno una spaccatura. Sono gli equilibri che interessano. C’è un mosaico di vissuto personale composito che diventa collettivo, organico. E se talvolta ci sentiamo ‘a pezzi’ è perché abbiamo smarrito il nostro filo conduttore, il collante che qui si offre. Ciascuno ha manifestato la propria profonda motivazione a partecipare a questa chiamata poetica su una tematica così sottile, per certi aspetti inafferrabile e un po’ subdola, ammettiamolo, che però ha generato ancora una volta un coinvolgimento tangibile. E ha permesso ad alcuni di riproporre testi significativi da diffondere a un pubblico più ampio e ad altri di dare un senso a componimenti negletti, smarriti, o infine cristallizzare protopensieri e emozioni latenti che vibravano dentro da tempo.

Lo testimoniano i versi raccolti meticolosamente. L’attaccamento insuperabile appare come ‘una giungla di piante carnivore silenziose’. ‘Ci vuole la veglia d’arte’, è uno dei suggerimenti, per ‘uscire da un corpo che imprigiona’.

[…]

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