Vincenzo De Cunzolo
Vincenzo De Cunzolo (Palazzo San Gervasio, PZ, 1959) vive e lavora a Padova in qualità di Medico di Medicina Generale. La sua famiglia è stata segnata dalla prematura scomparsa della sorella Angela Lina, a 32 anni, la cui vita ha ricordato nel memoriale Angela Lina. Il Vangelo come quotidianità (scritto con l’altra sorella, Lucia).
Appassionato di arte religiosa, musica rinascimentale e canto, di carattere estroverso e coinvolgente, raduna nella propria casa gruppi di amici con i quali ragiona sul mondo contemporaneo e sulle parole che si possono usare per descriverlo.
Questo si riflette sulla poesia, scarna, sintetica, che esprime una sensibilità profonda: i temi verso i quali si rivolge sono la difficoltà delle convivenze dei popoli, gli attriti e la ricerca della pace, i percorsi verso la condivisione.
Ha pubblicato quattro raccolte poetiche: Versi Lucani (2007 e successivamente 2010), Suoni Rovesci (2010), L’orologio segna tempo perso (2012) e Il ritmo del silenzio (2025).
Ha inoltre partecipato alle raccolte Poesia sull’Estinzione (2020), Poesia sulla Pelle (2022) e Poesia sull’Altrove (2024), con componimenti riportati ora ne Il ritmo del silenzio.
In Suoni rovesci De Cunzolo esplora tematiche come la guerra, la pedofilia, l’arrivismo privo di scrupoli, senza tralasciare i riferimenti al suo mondo personale, all’interno del quale i ricordi di eventi dolorosi sono ancora vivi e impregnano le sue emozioni.
Versi Lucani è corredata di una sequenza fotografica (a cura di Alberto Andrian) che ritrae l’allora sua abitazione. Pubblicata dapprima nel 2007, in una versione in bianco/nero, è andata rapidamente esaurita. Nella edizione overview del 2010 l’uso del colore restituisce il valore iconografico al racconto fotografico, che ritrae il mondo interiore dell’anima poetica di Vincenzo.
La terza antologia, L’orologio segna tempo perso, è dedicata a chi sa riconoscere la gioia, sentimento che traspare e riluce nei più svariati momenti del giorno e della notte; sono momenti che De Cunzolo, a contatto quotidiano con la sofferenza e il dolore, riesce a riservare a sé stesso e alle sue riflessioni.
Ne Il ritmo del silenzio i “temi sono molteplici, e si rincorrono tra le pagine con una coerenza quasi naturale: il viaggio interiore, la memoria familiare, la solitudine, la terra amata, la sofferenza dei popoli, il senso del divino, la natura che consola e fa riflettere. E poi c’è la poesia civile, quella che guarda oltre il proprio confine in cui Vincenzo, poeta vero, non si schiera come un intellettuale, ma come uomo che sente la ferita del mondo sulla propria pelle, senza mai cadere nella mera retorica.” (dalla prefazione di Michele Romanelli).





