Matteo Bignozzi è un architetto che a cavallo degli anni 2000 ha lavorato con Anntraud Torggler per sette anni.
È con grande piacere che riportiamo un suo testo, che ricorda quel rapporto professionale.
Così scrive:
Anntraud Torggler è una gigantessa della bioedilizia italiana. Non per statura, ma per traiettoria. Una pioniera di una frontiera che oggi sembra quasi mitologica, come quelle raccontate nei vecchi western: terre di confine, poche regole scritte, molto coraggio e una visione chiara. Se dovessimo sonorizzare i suoi edifici, Ennio Morricone non sarebbe affatto fuori posto. (…)
Mi ha trasmesso una visione che si situa a cavallo tra la disciplina millenaria del feng shui — comprensione di come un ambiente influenza psiche e corpo — e l’architettura organica nella sua declinazione steineriana/antroposofica, che cerca un equilibrio vitale tra forma, natura e persona, senza seguire pedissequamente i dogmi di nessuna scuola ma rielaborandoli in modo spuriato e adattato alla realtà del progetto concreto; il fine non è l’osservanza di regole rigide, ma il risultato finale: un luogo che favorisca equilibrio, nutrimento psicologico e relazione sociale.
Qui vale la pena citare Adrian Raine, professore di psichiatria e criminologia: “la biologia predispone, l’ambiente modula”. Se accettiamo la plasticità del cervello, allora l’ambiente costruito diventa una variabile attiva, non uno sfondo neutro. Ambienti stressanti, caotici o privi di stimoli positivi aumentano il carico cognitivo e riducono l’autocontrollo.
Tradotto in modo meno accademico: più qualità dell’ambiente costruito, meno disagio sociale.
Attualmente Matteo Bignozzi lavora con Naturalia Bau, nel cui blog potete leggere il testo completo:
https://www.naturalia-bau.it/it/blog/anntraud-torggler/


Leave A Comment