• Lo scritto che proponiamo è un contributo alla letteratura scientifica che si occupa di Giustizia Riparativa e alla sua applicazione nell'ambito dell’Esecuzione Penale Esterna. Per costruire gli obiettivi conoscitivi e metodologici del lavoro ci siamo avvalsi della Mediazione Dialogica, il cui campo di applicazione si configura come lo studio dei processi interattivi che governano e generano la Comunità nella quale tutti viviamo; in particolare il focus si rivolge a quelle interazioni che producono la violazione delle Norme e, conseguentemente, la commissione di reati. Pertanto, quali criticità possono essere rilevate all’interno di questo scenario? Che cosa può comportare la possibilità di disporre di strumenti alternativi, che pongano - per riparare alla commissione del reato stesso - l’accento sul ripristino del tessuto comunitario? Quali potrebbero essere le implicazioni per le biografie dei cittadini coinvolti? Come generare l'assunzione responsabilità? Di questo si occupano gli Uffici per l’Esecuzione Penale Esterna (UEPE) ed è proprio a tali quesiti che abbiamo cercato di rispondere con le pagine di questo testo.
  • Nell'amministrazione della Giustizia il ruolo dell’UEPE è precisamente definito dal mandato istituzionale, che riguarda la predisposizione e gestione di programmi di trattamento degli autori di reato, esternamente all'istituto penitenziario. Com’è possibile valutare l’efficacia dei percorsi trattamentali? Quali strategie è possibile mettere in campo per ridurre il grado di rischio di recidiva e per incrementare il grado di responsabilità dell’autore di reato? Assumendo un preciso presupposto teorico-metodologico, al mandato istituzionale (che fornisce indicazioni sul “cosa”) si affianca un mandato operativo (che risponde alla domanda “come?”). In questo scritto, in linea con le più recenti linee di indirizzo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità in materia di Giustizia Riparativa, la Mediazione dialogica viene assunta proprio come presupposto del mandato operativo dell’UEPE, configurando la violazione di una norma come un conflitto tra la Società e l’autore di reato, che genera una frattura entro la Comunità, a fronte della quale l’UEPE ne promuove la riparazione.
  • Parlare di Giustizia Riparativa e delle figure professionali La Mediazione Dialogica che sono chiamate a lavorare in questo paradigma porta con sé ancora molti interrogativi. In questa sede gli autori riflettono su come generare una convergenza teorica, metodologica e operativa tra chi, a vario titolo, progetta, eroga e promuove interventi riparativi. Pertanto, l’operazione che gli autori compiono con questo scritto è di tracciare una filiera che tenga in considerazione l’esigenza sia di disporre di una definizione condivisa degli elementi che connotano la Giustizia Riparativa, sia di esplicitare i riferimenti tali da consentire, organizzare e sviluppare – in modo pragmatico – le prassi d’intervento. La proposta è che i professionisti possano usare specifiche competenze e strumenti, diventando Architetti di Comunità e considerando tutti coloro che sono coinvolti nella gestione di servizi (pubblici o del terzo settore) che operano secondo l’impostazione di questo peculiare paradigma di giustizia. Le risposte agli interrogativi posti nella prima parte del testo diventano, nella seconda, il fondamento di una modalità di lavoro – i “Gruppi dialogici per la Giustizia Riparativa” – che coinvolge autori di reato nel processo di riparazione, secondo il riferimento alla promozione della responsabilità e coesione della Comunità.
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    In prevendita fino a domenica 27 giugno al prezzo di 9,90€ (invece di 12,90€) (la consegna verrà effettuata da lunedì 28 giugno). La riflessione che vede l’operatore della Giustizia Riparativa come Architetto di Comunità si arricchisce con questo manuale dedicato sia alla formazione, sia all’esercizio di ruolo. Le tappe e i punti di interesse di questo itinerario prendono le mosse dalla gestione dell’interazione dialogica e declinano il ruolo rispetto alle fasi dell’intervento di Giustizia Riparativa e alla promozione dell’Architettura dei Servizi per la Coesione della Comunità. A questo si aggiungono la metodologia per la progettazione e per l’approccio alla gestione dell’interazione oltre che un insieme di esercitazioni che proiettano il lettore sull’operatività. Nel suo svolgersi, l’itinerario è strutturato in modo da poter essere uno “strumento” nel senso stretto della parola, dunque un riferimento disponibile tanto nei momenti di progettazione, quanto in quelli operativi. Il testo si rivolge a tutti gli operatori della Giustizia Riparativa che svolgono la propria attività all’interno degli Uffici per l’Esecuzione Penale Esterna (UEPE), Uffici di Servizio Sociale per Minorenni (USSM), Istituti di Pena, Centri di Giustizia Riparativa e Mediazione, Istituti Scolastici, Associazioni, Cooperative e Comitati di Cittadini e ogni snodo territoriale e servizio dedicato a questo campo di applicazione.   Indice PRIMA TAPPA ELEMENTI FONDATIVI PER L’ESERCIZIO DEL RUOLO DI ARCHITETTO DI COMUNITÀ Punto di interesse 1. INTERAZIONE E INCERTEZZA COME CORNICE DI RIFERIMENTO Punto di interesse 2. LA DIALOGICA 2.1 IL PARADIGMA NARRATIVISTICO 2.2 I REPERTORI DISCORSIVI E LA TAVOLA SEMI-RADIALE 2.3 LA TEORIA DELL’IDENTITÀ DIALOGICA Punto di interesse 3. PARADIGMA RIPARATIVO E TEORIA GENERALE DELLA MEDIAZIONE SECONDA TAPPA L’ARCHITETTO DI COMUNITÀ: DALLA DEFINIZIONE DEL RUOLO AGLI STRUMENTI OPERATIVI Punto di interesse 4. IL RUOLO DI ARCHITETTO DI COMUNITÀ Punto di interesse 5. L’ARCHITETTO DI COMUNITÀ E LA RETE DEI SERVIZI TERRITORIALI Punto di interesse 6. L’ARCHITETTO DI COMUNITÀ E LA GESTIONE DEGLI INTERVENTI RIPARATIVI Punto di interesse 7. ELEMENTI OPER LA PROGETTAZIONE DEGLI INTERVENTI: LA METODOLOGIA MADIT Punto di interesse 8. LINEE GUIDA PER L’APPROCCIO AL TESTO E LA SUA GESTIONE Punto di interesse 9. LA GESTIONE DELL’INTERVENTO. GUIDA ALLA LETTURA E ALLA GESTIONE DEL CASO TERZA TAPPA VERSO L’ESERCIZIO DEL RUOLO DI ARCHITETTO DI COMUNITÀ Punto di interesse 10. PER LA PROGETTAZIONE DEGLI INTERVENTI DI GUSTIZIA RIPARATIVA Punto di interesse 11. PER LA COSTRUZIONE DEGLI STRATAGEMMI PT. 1 Punto di interesse 12. PER L’ANTICIPAZIONE DELLA COERENZA NARRATIVA Punto di interesse 13. PER LA COSTRUZIONE DEGLI STRATAGEMMI PT. 2 Punto di interesse 14. PER L’ADERENZA AL TESTO PRESUPPOSTI PER LA PROSECUZIONE APPENDICE Vademecum per la realizzazione e gestione di un Centro di Giustizia Riparativa BIBLIOGRAFIA NOTE BIOGRAFICHE APPUNTI Tabelle e tavole fuori testo LA TEORIA DELL’IDENTITÀ DIALOGICA LE FASI DELL’INTERVENTO DI GIUSTIZIA RIPARATIVA STRATAGEMMI E FASI DELL’INTERVENTO DI GIUSTIZIA RIPARATIVA TAVOLA SEMI-RADIALE DEI REPERTORI DISCORSIVI
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