Descrizione
APPROFONDIMENTO | VERTIEFUNG
Il volume mette in luce, attraverso una lunga intervista e l’analisi di alcuni dei progetti più significativi il percorso professionale di un’architetta altoatesina, che si era posta come obiettivo quello di realizzare case come luoghi per stare bene. Questo obiettivo è stato raggiunto attraverso la progettazione ecosostenibile, appresa attraverso una lunga e costante ricerca ed esplicitata, grazie alla sua creatività, nel disegno degli spazi domestici e delle relazioni tra essi, e l’uso di materiali ecologici e naturali come, ad esempio, il legno, l’argilla, la calce naturale.
I progetti selezionati riguardano sia nuovi edifici che restauri, dieci interventi scelti tra gli oltre sessanta progetti realizzati disseminati lungo la Val Venosta, tra Bolzano e Burgusio, la Val Sarentino e Glorenza, che mettono in evidenza la sua filosofia progettuale, condensata nel decalogo Una casa per stare bene. 12 punti per una progettazione ecosostenibile),realizzati tra il 1988 e il 2010.
Il testo viene presentato in doppia lingua (italiano/tedesco), corredato da disegni originali e fotografie di cantiere, e arricchito dal reportage fotografico di Simone Falso.
L’intervista ci permette di entrare nel mondo di Anntraud Torggler, di capire qual è stato il percorso che da giovane neolaureata condizionata dall’impostazione accademica austriaca (si è laureata a Graz nel 1966) l’ha portata ad approfondire i temi dell’ecologia applicata alla vita quotidiana (alimentazione, salute, psicologia della mente, cultura) fino al loro riflesso verso la progettazione architettonica, che ha pienamente sviluppato tra la metà degli anni Ottanta e il 2010, quando ha chiuso lo studio di Merano.
Significativi sono stati i circa 20 anni vissuti tra Italia e Germania, dalla laurea fino al suo ritorno nella città natale, nel 1985, durante i quali ha affrontato varie esperienze lavorative e si è avvicinata al mondo dell’ecologia, che nella Germania della seconda metà degli anni Settanta era in pieno fermento.
Molto pragmaticamente, Anntraud restituisce una visione del suo lavoro che non si focalizza sulla teoria architettonica, ma che cerca soluzioni pratiche ed efficaci coerenti al raggiungimento del suo obiettivo: realizzare un’architettura più umana rispetto a quello che osservava attorno a sé, un’architettura salutare, generatrice di benessere, intrisa di rispetto per la natura e, conseguentemente, per le persone che la vivono. Un percorso che, possiamo definire ora, vissuto anche con pionierismo, quando si procedeva per tentativi per testare, ad esempio, materiali isolanti naturali la cui resa non era ancora codificata.
Quel percorso non comprendeva solo l’uso di materiali naturali e l’affinamento delle tecniche utilizzate, ma anche uno sguardo capace di tenere assieme i desideri inespressi dei committenti, di includere il loro potenziale creativo, di filtrare il non detto, restituendo tutto ciò nel progetto.
Nel corso dei suoi anni professionali, Anntraud Torggler ha distillato la propria esperienza in un decalogo, dove viene messa in evidenza l’importanza della necessità di costruire edifici vivi, una casa che respiri con noi, della varietà e ricchezza dei sensi che possono essere sollecitati dalla casa, dell’importanza di sentirsi a proprio agio durante tutto il processo di progettazione e realizzazione, ma soprattutto dell’importanza del tempo lungo da dedicare alla progettazione e della necessità della costruzione di un rapporto molto aperto e paritario con i committenti.
—–
Der Band beleuchtet durch ein langes Interview und die Analyse einiger der bedeutendsten Projekte den beruflichen Werdegang einer Südtiroler Architektin, die sich zum Ziel gesetzt hatte, Häuser als Orte des Wohlbefindens zu schaffen. Dieses Ziel wurde durch die umweltfreundliche Planung erreicht, die durch eine lange und kontinuierliche Forschung gelernt und dank ihrer Kreativität bei der Gestaltung der häuslichen Räume und der Beziehungen zwischen ihnen und der Verwendung von ökologischen und natürlichen Materialien wie z. B. Holz, Ton, natürlicher Kalk.
Die ausgewählten Projekte betreffen sowohl Neubauten als auch Renovierungen, zehn Interventionen aus über sechzig realisierten Projekten im Vinschgau, zwischen Bozen und Burgusio, dem Sarntal und Glorenza, die ihre Designphilosophie hervorheben, Zusammengefaßt in dem Dekalog Ein Haus zum Wohlfühlen. 12 Punkte für nachhaltiges Design), die zwischen 1988 und 2010 durchgeführt wurden.
Der Text wird in zwei Sprachen (italienisch/deutsch), mit originalen Zeichnungen und Fotos von der Baustelle präsentiert und durch die fotografische Reportage von Simone Falso bereichert.
Das Interview ermöglicht es uns, in die Welt von Anntraud Torggler einzutreten und zu verstehen, welchen Weg sie als junge Absolventin, bedingt durch den österreichischen akademischen Ansatz (sie schloss 1966 in Graz ab), zur Vertiefung der Themen der im täglichen Leben angewandten Ökologie führte (Ernährung, Gesundheit, Psychologie des Geistes, Kultur) bis hin zu ihrer Reflexion auf die architektonische Planung, die sich zwischen Mitte der achtziger Jahre und 2010, als sie das Studio in Meran schloss, voll entwickelt hat.
Bedeutsam waren die rund 20 Jahre, die sie zwischen Italien und Deutschland verbrachte, von ihrem Abschluss bis zu ihrer Rückkehr in ihre Heimatstadt im Jahr 1985, während derer sie verschiedene Berufserfahrungen machte und sich der Welt der Ökologie näherte, In der zweiten Hälfte der 70er Jahre herrschte in Deutschland ein reges Treiben.
Sehr pragmatisch gibt Anntraud eine Vision seiner Arbeit zurück, die sich nicht auf architektonische Theorie konzentriert, sondern nach praktischen und effektiven Lösungen sucht, die mit ihrem Ziel übereinstimmen: eine menschlichere Architektur zu schaffen als das, was sie um sich herum beobachtete, Eine gesunde Architektur, die Wohlbefinden schafft und mit Respekt vor der Natur und somit auch den Menschen, die sie leben. Ein Weg, den wir jetzt auch als Pionier bezeichnen können, wenn man versucht hat, natürliche isolierende Materialien zu testen, deren Leistung noch nicht codiert war.
Dieser Weg umfasste nicht nur die Verwendung natürlicher Materialien und die Verfeinerung der verwendeten Techniken, sondern auch einen Blick, der in der Lage war, die unausgesprochenen Wünsche der Auftraggeber zusammenzuhalten, ihr kreatives Potenzial einzubeziehen, das Ungesagte herauszufiltern und all dies in das Projekt zurückzugeben.
Im Laufe ihrer beruflichen Jahre hat Anntraud Torggler ihre Erfahrung in einem Dekalog destilliert, in dem die Bedeutung der Notwendigkeit, lebendige Gebäude zu bauen, ein Haus, das mit uns atmet, die Vielfalt und der Reichtum an Sinnen, die aus dem Haus kommen können, die Wichtigkeit, sich während des gesamten Planungs- und Bauprozesses wohl zu fühlen, aber vor allem die Bedeutung der langen Zeit, die für die Planung aufzuwenden ist, und die Notwendigkeit, eine sehr offene und gleichberechtigte Beziehung zu den Auftraggebern aufzubauen.
[la traduzione tedesca di questo testo è stata realizzata con sistemi automatici | Die deutsche Übersetzung dieses Textes wurde mit automatischen Systemen erstellt]
——————-
IL DECALOGO PER LA PROGETTAZIONE SOSTENIBILE, DI ANNTRAUD TORGGLER |
Una casa per stare bene. 12 punti | HÄUSER ZUM WOHLFÜHLEN. 12 Punkte
1. I committenti partecipano al processo progettuale e costruttivo: esprimono le loro esigenze, i loro desideri, le loro sensazioni. Il/la progettista porta la sua esperienza, la sua attenzione, le sue conoscenze. Entrambi si prendono sul serio reciprocamente: il/la progettista i committenti e i committenti il/la progettista, generando una collaborazione alla pari.
2. Se ci si rende conto che un pranzo è preparato con amore, perché non ci si dovrebbe rendere conto dello spirito con cui è costruita una casa?
3. Per stare bene nella propria casa è importante sentirsi a proprio agio durante ogni passo della progettazione e della costruzione stessa.
4. Costruire bene significa costruire lentamente.
5. La casa vive, ha carattere, una faccia, un’emanazione; vivacità e vitalità si possono considerare come categorie estetiche.
6. La casa come luogo di ricreazione: non è ciò che è naturale che giova maggiormente alla rigenerazione?
7. Respirare significa essere in rapporto: la casa, la nostra terza pelle può respirare. Si costruisce così il rapporto con l’ambiente che la circonda.
8. Nella casa troviamo qualità, varietà e ricchezza dei sensi.
9. I committenti hanno la possibilità di esprimere la loro creatività (ad esempio, con la terra cruda) anche nella prassi.
10. L’ecologia diverte: un criterio importante?
11. È importante informarsi bene e approfondire i temi: ad esempio, leggendo riviste specifiche o frequentando dei corsi.
12. L’esperto di architettura bioecologica non può essere il solo responsabile del benessere dei committenti: anch’essi si devono assumere quotidianamente la loro responsabilità.
——————-
1. Die Bauherrn nehmen am Planungsund Bauprozess teil, sie beachten ihre Bedürfnisse, Gefühle, Wünsche und bringen sie ein, der Architekt/die Architektin bringt Wissen, Erfahrung und Aufmerksamkeit ein, nimmt die Bauherrn ernst, die Bauherrn nehmen den Planer/die Planerin ernst.
2. Wenn man einer Mahlzeit anmerkt, ob man sie mit Liebe gekocht hat, warum sollte man nicht merken mit welchem Geist ein Haus gebaut ist?
3. Um sich im eigenen Haus wohlzufühlen, sollte man sich bei jedem Schritt, der bei Planung und Bau bis zur Fertigstellung nötig ist, wohlfühlen.
4. Gut bauen heißt langsam bauen.
5. Das Haus lebt, es hat Charakter, ein Gesicht, Ausstrahlung, Lebendigkeit als ästhetische Kategorie.
6. Die eigenen vier Wände als Ort des Wohlbefindens, der Regeneration; erholen wir uns nicht besser in der Natur als in schlechter Luft mit synthetischen Materialien?
7. Atmen heißt in Beziehung sein; das Haus, unsere 3. Haut, soll atmen können; das Haus ist Beziehung zur Umgebung.
8. Im Haus gibt es Qualität für die Sinne, Vielfalt an Formen, Farben, Strukturen, Materialien usw.
9. Die Bauherrn können ihre persönliche Kreativität einbringen (z.B.Lehmbau).
10. Ökologie macht Spaß – ein Maßstab?
11. Es ist wichtig sich zu informieren und zwar gründlich, also z.B. an einschlägigen Workshops, die verschiedene Organisationen anbieten, teilzunehmen und Fachzeitschriften zu lesen.
12. Als Baubiologin/Baubiologe ist es wichtig nicht nur für das Wohlbefinden und die Gesundheit der Kundinnen und Kunden zu sorgen, diese sollten, glaube ich, auch für die eigene Gesundheit immer wieder neu Verantwortung übernehmen.
————————————–
Post correlati
Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.