Commenti2022-05-16T10:21:33+00:00
di Gino Sinatra

Questo racconto (…) è un racconto bellissimo, scritto in una maniera meravigliosa, con delle descrizioni né esageratamente lunghe né troppo corte, delle descrizioni che rendono esattamente l’idea, tra l’altro con un sottotesto di ragionamento bellissimo: il risultato è che questo libro diventa veramente un bene prezioso.

Lucia, maggio 2022

Le rondini di Moccone

di Mario Benincà

Quando Mario mi disse che avrebbe scritto un libro per raccontare quel meraviglioso periodo che ci ha visto adolescenti, vissuto per una buona parte in condivisione con molti amici comuni, mi era subito piaciuta come idea. Ed ho il grande piacere di aver letto per prima quella pagina che poi è diventata la emozionante prefazione del suo piacevolissimo racconto.
Non serviva che lo incitassi… aveva già preso la sua decisione che lo ha portato a scrivere un libro che ho letto tuttodunfiato.
Scritto molto bene in modo espressivo, mai banale, cogliendo i momenti più importanti della sua vita che coinvolgono tutta la generazione che trovava negli anni ’60 un suo modo di esprimersi, con il culmine nel ’68, la rivolta giovanile che cambiò il modo di vedere la vita, soprattutto attraverso la musica. Mario, da gran conoscitore (inutile competere con lui, non ne azzecchi una) ci ha portati in quel mondo. I primi gruppi padovani, ispirati ai grandi interpreti di quel periodo che abbiamo amato e amiamo ancora.
Il beat.
La beat room, la sua cheba, una fra quelle che vengono citate.
Le sue esperienze, raccontate in modo coinvolgente. Alcune persone di cui mi ricordavo i nomi, alcuni dei quali conosciuti più per fama che per conoscenze vere e proprie. Ma lui ha ricordato tutti, per tutti si intuisce che avrebbe tante cose da raccontare, portandoci, come in un film, a veder passare davanti a noi le immagini di un lontano passato che grazie a lui è diventato presente, come di cose successe ieri.
La descrizione della sua casa, quelle stanze che hanno le pareti impregnate di musica, ti fanno sentire ancora giovane, almeno per un po’.
Le sue esperienze, spesso forti, con cui è diventato un uomo, un uomo capace di emozionarti con un libro perchè scritto con il cuore.
Mi è piaciuto molto leggerti, grazie Mario.

Mirella Dal Prà, Salonicco, marzo 2022

di Mario Benincà

Da un casuale incontro con Mario Benincà sabato sera al Radio City nasce l’opportunità di acquistare la sua recente creatura “BEAT ROOM Memorie da una cheba” Intanto lo ringrazio caldamente per la bella dedica autografa e ora esprimo le mie sensazioni. In poche parole ho dedicato la domenica pomeriggio alla lettura del libro e al contemporaneo ascolto del CD “Bacchiglione Beat”.
Sinceramente confesso di aver quasi divorato le pagine famelicamente grazie alla dinamica stesura del testo, coinvolgente e privo di inutile retorica. Come in un dialogo tra amici, Mario ci trasporta in quel mondo, direi esclusivo, che lo vede protagonista tra le situazioni e le ambientazioni dei nostalgici anni 60. Un mondo che per chi non lo ha vissuto ha assunto il valore di una epoca mitica e irripetibile. Un’epoca che ha rappresentato un importante momento di rottura con il passato per la generazione poi definita beat. Fermenti e innovazione che hanno portato a quel bisogno assoluto di libertà che Mario ha molto bene descritto.
Non scendo nei particolari anche perché il racconto va vissuto nella sua lettura, ma mi piace sottolineare l’emozione di ricordare nomi e personaggi forse sinora latenti nella mia memoria.
E come ultima chicca mi sono già creato una playlist dei titoli citati denominata Gheba, inserita in una chiavetta e infilata nell’USB dell’auto.
Complimenti Mario e alla prossima tua fatica letteraria.

Pino Toti, marzo 2022

di Mario Benincà

   un giovane degli anni 60 alla ricerca della “luce” con varie esperienze ,un percorso della sua vita al limite sia mentalmente che fisicamente. Forse non fu l’unico a percorrere quella strada, ma senz’altro l’unico a Padova a raccontarla con coraggio…

Bruno Polettini, febbraio 2022

di Mario Benincà

… le tue memorie da una cheba mi hanno scosso molto. Ti voglio un gran bene.

Antonio Benincà, febbraio 2022

di Mario Benincà

Noi di qualche anno più giovani guardavamo con molta curiosità alla “cheba” di Mario cercando di immaginare il proibito che in essa si vociferava essere presente. Un luogo a noi sconosciuto e misterioso circondato da leggende metropolitane che diventavano argomenti primari nei tanti punti di ritrovo. Ho comprato e letto in un sol fiato questo piccolo, ma esauriente libro, che racchiude la storia di momenti vissuti con leggerezza, dove i protagonisti, seppur con modalità diverse, hanno affrontato le inquietudini di una generazione che stava cercando la propria strada e la musica indirizzava in un’unica direzione. Complimenti amico mio per questo spaccato di vita che hai saputo descrivere con tanta nostalgica verità.

Enrico Zampiron, febbraio 2022

di Mario Benincà

… la tua compagna di banco ha letto il tuo libro tutto d’un fiato! Mi son ritrovata nella cheba vicino casa mia. Bellissimo il commento con le canzoni…

Carmen Fazio, febbraio 2022

di Mario Benincà

Finito ora di leggere il tuo libro Mario, poche pagine ma talmente ricche di contenuti, ricordi ed emozioni che ad aggiungerne altre, avresti rischiato di togliere quel tocco di magia che lo ha caratterizzato.
Mi è piaciuto moltissimo e mi ha molto colpito che i vari capitoli tu li abbia chiusi con i titoli delle nostre canzoni e con alcune poesie… molto stimolante!
Mi sono anche commossa e davvero grazie Mario per questa bella testimonianza che non dimenticheremo mai!

Betty Bellon, febbraio 2022

di Maddalena Capalbi e Massimo Moraldi

‘Sti sonetti, co’ li poemetti a dimanna, a me me pareno ‘na misticanza tra li stornelli romaneschi rintuzzati a li Castelli, ma addolciti, e li sonetti lussuriosi de ‘n tempo, studiati e aricordati cór sentimento da chi vò fà tornà li tempi belli

Egidio Romagna, gennaio 2022

Er core de noantri Poesia Romanesco Roma
di Gino Sinatra

Con una prosa fluida ed essenziale Gino Sinatra fa riemergere dal passato i caratteri che si muovono nell’angusto mondo familiare e paesano dell’infanzia, osservandoli con uno sguardo distaccato, talvolta bonario ed ironico, talaltra cinico e sarcastico, ed intorno ad essi dà vita alle piccole cose e alle fantasie giocose od inquietanti che si agitano nell’immaginario infantile. Con una sensibilità crepuscolare riesce a dar forma alle emozioni più profonde come, per esempio, la commossa meraviglia davanti ad un fenomeno del tutto ignoto come quello dell’armonia familiare vigente tra i membri della famiglia Goletti, o dell’esperienza della bellezza nella contemplazione di Cosenza, “la città più bella del mondo”.

Franco, ottobre 2021

Le rondini di Moccone
di Aa.VV., a cura di Antonio Buggin

Interessante per gli spunti che da sulla città, sul guardarla con occhi diversi, con più attenzione a dettagli che spesso non notiamo. Ti fa guardare con più attenzione anche quegli edifici che spesso gli stessi padovani considerano “secondari”.

Silvia Graziani, guida turistica, agosto 2021

Con Filastrocca ho tutta la serie pubblicata finora e curata da Paola Zan.
Sento una forte vitalità, una bella energia.
Non sono immagini ferme… Mi sento trascinata.
Interessante acuta descrizione di varie umanità. Non è lagna introspettiva.
Alle volte sento inciampi ritmici, che però sono funzionali.
Lo vedo un lungo racconto di vita stimolante e perfino urticante, con una galleria di figure umane che assume il valore dello studio antropologico.

Roberta C., Faenza, luglio 2021

di Aa.VV., a cura di Antonio Buggin

Il libro tratta in maniera dettagliata lo sviluppo città dall’800 fino ai giorni nostri. Molto utile e piacevole da leggere.

arch. Marco Noaro, agosto 2021

Le rondini di Moccone
di Gino Sinatra

Libro stupendo, mi ha ricordato Fellini, Woody Allen, Proust… indimenticabile

Anna Rigano, Siena, luglio 2021

Altro che sciocca e farlocca!

Patrizia S., Vicenza, luglio 2021

Tenera Dura la Vita
di Vittoria Cioli, a cura di Paola Zan

… la poesia nella scuola entra come elemento liberatorio, benvengano i corsi di scrittura…

Elena Angelini, Roma, luglio 2021

… mentre vado a zonzo per le colline di Travo, ogni tanto mi leggo una poesia dell’estinzione. Complimenti per la bella prefazione e le tue poesie sanno di fresca ironia. Friends è la mia preferita, ti ci ritrovo. Le altre le snocciolo piano piano, magari ritorno a leggerle. Alcune sono piacevoli pennellate altre sono di contorno. Brava, si sente che il lavoro che stai facendo ti appassiona…

Sandra, Emilia Romagna, giugno 2021

C’è un brano in tedesco! E la traduzione dal greco antico dell’Agamennone di Eschilo! Doppia sorpresa… mi ci ficcoooo

Annalisa S., Ferrara, 2021

Apro a caso e leggo le parole dell’ingegnere anonimo: sono pienamente d’accordo! Libro gustoso, pare…

Sandra S., Ferrara, 2021

Ho conosciuto Paola davanti a un portone estremamente affollato della Casa delle Donne nel giugno del 2016. Quel portone ci teneva strette, sotto un diluvio che sembrava universale. Non si poteva più rientrare, le porte interne erano state chiuse da un custode, né uscire, non avevamo ombrelli, non arrivavano taxi. Tenute su un solo piede, con la mano attaccata al portone, si iniziò una conversazione surreale che, data la situazione, non sembrava avere fine. Poesia , biografia, motti di spirito a rallegrare gli animi inquieti, sconvolti da quel finale poetico inaspettato, da quella natura imperiosa che ci aveva bloccato. Le voci si incrociavano, non tutto ci era chiaro in quella grande confusione, sempre attaccate al portone ci scambiammo indirizzi. Ci scrivemmo tutte quante, poi ci fu una naturale selezione, solo con Paola continuai una lunga conversazione, che comprese anche le nostre mamme, e dipese penso da affinità e carattere.
Mi piacque la sua poesia, l’ascoltai con attenzione, mi sembrò subito nuova, nel panorama poetico nazionale, una poesia giocosa, un po’ rara di questi tempi, molto seri, molto truci.
E’ una nipotina di Cecco? Pensai! Angiolieri, certo!: . Ho riletto ora quelle poesie: Ho conosciuto un vedovo. Murales. Vergine e Loy. Confermo il mio giudizio. Non conosco tutte le altre, ma spero non mi abbia tradito perché vuol dire che al meglio si sarà espressa la sua vena. Ma se la strada è stata un’altra, tanti auguri Paola, la sosterrò.

Pasqualina Deriu
aprile 2021

Paola Zan, biologa e naturalista, fa scorrere in sé la poesia come gli elementi chimici; fa versi danzanti che riportano con ironia e limpidezza il passare inesorabile delle cose. Fatti del mondo passano via con leggeri tocchi, e con tocchi affettivi fa entrare nei libri che crea le genti sue contemporanee: ne nascono raccolte colorate, spigliate, mai immusonite, aperte alle sperimentazioni.

Claudia Azzola
aprile 2021

Dissoluzione,
sfuoco me stessa.
Non sono un dagherrotipo,
ma un’orchessa!

Flavio Malaspina

Compare in Paola Zan, in recente sua poesia, un’epica improvvisa rivelatrice di segrete cose, come se, da analogie e da narrazioni interne, sorgesse un paesaggio di un fiabato pensare, tradotto in rima. La pronuncia è chiara, scandita in narrazioni, una seconda vita più intima che si celava: i Ritratti di un volto le case – tane, storie di infanzia abusata, e nella boscaglia un telo naturale, un correlativo oggettivo che si fa strada che ha protetto tutto. Un andamento ballabile, una registrazione attenta e fedele, da reporter dell’anima.

Maria Pia Quintavalla
aprile 2021

Ho letto Sul precipizio. Bellissimo, preciso e commovente. Super contingente e anche eterno. Brava!!!!

Roberta C., 2021

Bellissimi libri al tatto e alla vista ❤️.

Roberta C., 2021

Ho letto ” Poesia sull’Estinzione” che ho trovato molto ben “costruito” e pieno di riferimenti: esistenziali, di emozioni individuali e collettive. Complimenti a Paola Zan, a tutti gli Autori presenti e all’Editore

Maria Rosa O., 2021

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Tenera Dura la Vita
di Vittoria Cioli, a cura di Paola Zan

Brava Paola, […] due libri […] professionali, una buona grafica.
Bei testi.
Complimenti.

Carlo Occhini., 2021

Ciao Paola, ho guardato […] il nuovo libro… davvero bello e belle le poesie tanto… bravissima poi siamo in tanti🍀🙏🏻

Il nuovo libro sull estinzione e’ un ottimo lavoro con poesie davvero interessanti. Grata di farne parte. Bravi Paola Zan e l’editore Julian Adda.

Serena R., 2021

sulla poesia [senza titolo 1] di Margherita Romano:

Bella, ha echi di Eliot e naturalmente di Dylan: nessuna pioggia cade sulla nostra estinzione senza che si sentano in sottofondo le note di A Hard Rain’s a-Gonna Fall

Andrea R., 2021

di Aa.VV., a cura di Antonio Buggin

Valido, di rapida lettura.

Fabio Fusar, dicembre 2020

di Christian De Iuliis
Da architetto, libro piacevolissimo! Un mix tra aneddoti/luoghi comuni che strappano sorrisi ed analisi ironica della realtà. Consegna puntuale e prodotto in ottimo stato!

acquirente Amazon, marzo 2019 – recensione da Amazon.it

Ti articolo il concetto. Tu, amica mia, hai la capacità straordinaria di seguire e di dar vita, ossia di applicare nel reale, ciò che l’ispirazione del momento, ossia l’idea, ti suggerisce. Questa capacità è una prerogativa delle maschere del nostro teatro, quello dell’Arte, dove gli attori recitano all’improvviso, ossia secondo la contingenza del momento. Io ti auguro di mantenere sempre integro questo bellissimo dono dello spirito che possiamo anche definire, apertura verso l’altro, relazione aperta e costruttiva, caos giocoso e istante d’eternità dove il piacere della parola diventa invenzione artistica. Narrazione poetica. Grazie Paola, incontrarti per me è sempre un evento e un avvenimento dove il riso ha effetti di verità e di esperienza di vita pragmatica.

Enrico Ratti
novembre 2018

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Ottimo libro, utile per approfondire i sistemi di recupero degli edifici storici con una visione moderna e improntata sul risparmio energetico. Il libro è arrivato integro e ben contenuto nel suo imballaggio. Non presenta pellicola protettiva.

Pietro, ottobre 2017 – recensione da Amazon.it

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Un’ottima raccolta di progetti di recupero di edifici esistenti, ma soprattutto poco testo e molte foto.
Dettagli illustrati a prova di architettura casaclima for dummies.

limbo, dicembre 2015 – recensione da Amazon.it

di Neil Del Strother
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Il fatto che il cammino nel deserto culmini in un’epifania, e che questa sia un fiore non è melensaggine, ma la necessità di vedere certe cose senza veli, Buddha era tutto tranne che melenso, no? Ebbene, se il cammino di Santiago (per come lo vedo da lettore di resoconti altrui) è un tendere a una meta, a uno sbocco verso l’oceano, un immenso e dolente camminare di sofferenza che sfocia naturalmente nella distesa sterile e salata dell’infinito, un limite esterno in cui l’individuo si perde o con cui quanto meno si deve confrontare (sto parlando di coordinate geografiche e mentali, non di quelle interiori, non di esperienza individuale ma di simbologie del camminare), di dissoluzione e unione cosmica, ecco che invece nel racconto di Neil del Strother il cammino nel deserto diventa incontro e soprattutto frutto (la bellezza guarda un po’), e quindi senso; l’individualità si apre e sboccia, e gentilmente, silenziosamente, diventa forza d’esempio e fattore di promozione sociale.

Luca Vitali, editore, 2011

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