Chi siamo2019-03-27T16:54:36+00:00

overview editore

Parole che illustrano, immagini che raccontano.

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GRAFICA
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CHI SIAMO

Una manciata di architetti, un paio di grafici, qualche fotografo, un paio di comunicatori, un paio di traduttori. Un gruppo di lavoro che si struttura di progetto in progetto.

CHI SIAMO

Una manciata di architetti, un paio di grafici, qualche fotografo, un paio di comunicatori, un paio di traduttori. Un gruppo di lavoro che si struttura di progetto in progetto.

COSA CI GUIDA

Descrivere attraverso parole ed immagini lo stato del territorio locale e le trasformazioni che esso ha attraversato e sta attraversando è la ragione che ha portato alla nascita di overview. Frutto dello sforzo congiunto di due architetti che hanno deciso di coniugare le loro capacità di lettura e le loro specifiche competenze, overview raccoglie e diffonde testi letterari, racconti fotografici, esperienze progettuali che hanno come tema l’architettura, l’urbanistica, il paesaggio, il territorio.
La sensibilità nei confronti delle trasformazioni che, imprevedibili, accelerate e notevoli, hanno modificato il territorio del Nord Est e del Veneto in particolare, non è più appannaggio di singole categorie professionali, ma si è estesa a vari gruppi della popolazione. E’ in questi ambiti che il lavoro di overview si sviluppa, nell’ottica del contributo alla costruzione di una lettura critica delle trasformazioni stesse, attraverso parole che illustrano e immagini che raccontano.

COSA CI GUIDA

Descrivere attraverso parole ed immagini lo stato del territorio locale e le trasformazioni che esso ha attraversato e sta attraversando è la ragione che ha portato alla nascita di overview. Frutto dello sforzo congiunto di due architetti che hanno deciso di coniugare le loro capacità di lettura e le loro specifiche competenze, overview raccoglie e diffonde testi letterari, racconti fotografici, esperienze progettuali che hanno come tema l’architettura, l’urbanistica, il paesaggio, il territorio.
La sensibilità nei confronti delle trasformazioni che, imprevedibili, accelerate e notevoli, hanno modificato il territorio del Nord Est e del Veneto in particolare, non è più appannaggio di singole categorie professionali, ma si è estesa a vari gruppi della popolazione. E’ in questi ambiti che il lavoro di overview si sviluppa, nell’ottica del contributo alla costruzione di una lettura critica delle trasformazioni stesse, attraverso parole che illustrano e immagini che raccontano.

ALCUNE
STATISTICHE

#0
FOTOGRAFIE IN UN SOLO VOLUME
0
VOLUMI REALIZZATI DAL 2010
0
NUMERO MEDIO DI PAGINE
0
SPRITZ CONSUMATI

I COMMENTI

“Il fatto che il cammino nel deserto culmini in un’epifania, e che questa sia un fiore non è melensaggine, ma la necessità di vedere certe cose senza veli, Buddha era tutto tranne che melenso, no? Ebbene, se il cammino di Santiago (per come lo vedo da lettore di resoconti altrui) è un tendere a una meta, a uno sbocco verso l’oceano, un immenso e dolente camminare di sofferenza che sfocia naturalmente nella distesa sterile e salata dell’infinito, un limite esterno in cui l’individuo si perde o con cui quanto meno si deve confrontare (sto parlando di coordinate geografiche e mentali, non di quelle interiori, non di esperienza individuale ma di simbologie del camminare), di dissoluzione e unione cosmica, ecco che invece nel racconto di Neil del Strother il cammino nel deserto diventa incontro e soprattutto frutto (la bellezza guarda un po’), e quindi senso; l’individualità si apre e sboccia, e gentilmente, silenziosamente, diventa forza d’esempio e fattore di promozione sociale.”

su Il Fiore del deserto – Luca vitali, editore

I COMMENTI

“Il fatto che il cammino nel deserto culmini in un’epifania, e che questa sia un fiore non è melensaggine, ma la necessità di vedere certe cose senza veli, Buddha era tutto tranne che melenso, no? Ebbene, se il cammino di Santiago (per come lo vedo da lettore di resoconti altrui) è un tendere a una meta, a uno sbocco verso l’oceano, un immenso e dolente camminare di sofferenza che sfocia naturalmente nella distesa sterile e salata dell’infinito, un limite esterno in cui l’individuo si perde o con cui quanto meno si deve confrontare (sto parlando di coordinate geografiche e mentali, non di quelle interiori, non di esperienza individuale ma di simbologie del camminare), di dissoluzione e unione cosmica, ecco che invece nel racconto di Neil del Strother il cammino nel deserto diventa incontro e soprattutto frutto (la bellezza guarda un po’), e quindi senso; l’individualità si apre e sboccia, e gentilmente, silenziosamente, diventa forza d’esempio e fattore di promozione sociale.”

su Il Fiore del deserto – Luca vitali, editore

VUOI PUBBLICARE UN LIBRO CON NOI?

La vostra storia dell’architettura contemporanea fa impallidire i testi dei mostri sacri? Quel giallo ambientato nella zona industriale abbandonata di Marghera vale mille biblioteche? Una romantica storia d’amore tra due architetti promette di poter popolare tutte le case sfitte del quartiere? Parliamone.

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