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By Antonio Sarto

Porte

Nata nel 2010 da un’idea di Antonio Sarto e curata da Paolo Pavan, la collana Carte di Bordo è dedicata a microstorie di artisti, architetti, poeti, eventi e paesaggi veneti. Il programma editoriale prevedeva uno sviluppo in ventisei piccoli volumi, a documentare un “abbecedario” creativo del nostro territorio. I volumi si coordinano con mostre ed happening presso il negozio / galleria d’arte Illimité, a Mestre. Era prevista un’autonomia progettuale per ogni singolo volume, più che un carattere documentativo degli happening: essi stessi erano infatti pensati come oggetti d’arte, poiché la loro tiratura limitata (cento copie) permetteva di fondere i caratteri più evoluti della stampa digitale con l’intervento ad arte sul volume, tale da dimensionarlo come pezzo unico. La collana si è chiusa dopo le prima quattro uscite, tutte esaurite (giugno-novembre 2010).

Descrizione prodotto

Porte

Protagoniste del primo titolo della collana Carte di Bordo sono le Porte che Antonio Sarto ha disegnato ispirandosi ai grandi maestri. Sarto, architetto dalla vita artistica molto intensa, affronta l’interpretazione del mondo mescolando materie a materiali, azioni a disegni, parole a progetti.
Nei disegni riportati in catalogo (ed esposti nella mostra che si è tenuta nel giugno 2010 a Mestre) affronta il tema della porta, con progetti ispirati ad artisti che hanno segnato, in maniera diretta o indiretta, la sua formazione artistica: Alberto Burri, Marcel Duchamp, Giò Ponti, Enrico Castellani, per finire con Lucio Fontana, ispirandosi al quale Sarto prepara un prototipo di porta esposta nella mostra.
Oltre ai disegni, in occasione della mostra sono presenti alcuni gioielli, frutto anch’essi della sua poliedrica creatività.

Il volume riporta immagini e dettagli delle opere, oltre che un testo critico di Paolo Pavan, architetto e studioso di semiotica dell’arte. Sull’opera di Antonio Sarto, Pavan scrive:
“Si può sostare di fronte ad una porta, per tutta la nostra vita, come fa l’uomo di campagna, raccontato in davanti alla legge da Franz Kafka e che, a fine vita, scopre che essa poteva essere varcata solo da lui. Possiamo, come fa l’uomo di campagna, anche noi indagare, chiedendo informazioni al guardiano di turno.
Oppure si può decidere di oltrepassare il limite. Decidendo di essere Maestri di noi stessi. In questo senso, esiste un parallelismo evidente tra il sostare a fronte di una porta e ad un’opera d’arte: l’immaginazione può varcare la soglia per entrare (od uscire!) da quel limite.
È proprio nell’oltre passare che sta il senso dell’Arte: transitare alla dimensione di chi progetta i propri spazi.”
Ed ancora: “ … Sarto pone in essere la riflessione sugli stili dei Maestri del Novecento. È, naturalmente, parte impegnativa e suggestiva. A prima vista potrebbe sembrare un’esercitazione di Manierismo. Ma qui Sarto va oltre la
pelle dello stile: nessuna imitazione dei Maestri, ma piuttosto una condizione di falsificazione del linguaggio (Fälschungsmöglichkeit), al fine di indagare le causalità dalle quali partono i Maestri come Burri, Duchamp, Fontana, Ponti, Castellani, Schlemmer ecc. per lo studio di nuove spazialità.”

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Antonio Sarto, architetto, vive e lavora a Padova.